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Abbiamo chiuso il progetto del miscelatore 3D per un cliente del settore farmaceutico. Ma prima di passare al prossimo capitolo, ci siamo fermati. E questa pausa ha fatto la differenza.
DATA
24 Aprile 2026
category
people
tempo di lettura
20"

Il progetto ha riguardato la progettazione, costruzione e fornitura di un miscelatore 3D da laboratorio, destinato alle attività di ricerca e sviluppo del cliente. La macchina è stata progettata internamente da un team multidisciplinare (progettazione meccanica, elettrica, software, calcoli e documentazione tecnica) e costruita in collaborazione con un pool di fornitori individuati dal team di progetto. Il risultato è un prodotto che porta il nostro nome, la nostra responsabilità tecnica e il nostro know-how progettuale.
Un progetto di questa natura, complesso, multidisciplinare, con integrazioni tecniche significative in corso d’opera, è esattamente il tipo di commessa che merita una riflessione approfondita al termine. Per questo, una volta concluso il progetto, il team si è riunito per un debriefing strutturato.

La sessione si è articolata in tre momenti distinti e complementari.
Il Project Manager Alessandro Cariati ha aperto la sessione presentando al team l’output del progetto: obiettivi, milestone pianificate e reali, consuntivo ore per reparto e risultati economici della commessa. Un momento di ancoraggio ai dati concreti, necessario per radicare la riflessione che seguiva su fatti misurabili piuttosto che su impressioni soggettive.
Ogni partecipante ha risposto individualmente e in modo anonimo a cinque domande chiave:
Le risposte, scritte su post-it, sono state poi posizionate dai partecipanti su un cartellone suddiviso in tre macro-aree: Persone e Collaborazione, Processo e Project Management, Aspetti Tecnici. Questo ha permesso di visualizzare pattern ricorrenti, identificare priorità e criticità e dare voce a prospettive diverse all’interno del team che ha lavorato sul progetto.

Nella terza fase, i partecipanti sono stati divisi in due sottogruppi. A partire dalle riflessioni emerse nella fase precedente, ogni gruppo ha lavorato per selezionare e sintetizzare tre azioni concrete:
Il lavoro in sottogruppi ha richiesto negoziazione, ascolto reciproco e capacità di sintesi. Ogni gruppo ha poi restituito le proprie scelte in plenaria, generando un confronto ricco e costruttivo.
Questa esperienza ci ha dimostrato qualcosa di importante: il debriefing strutturato può e deve diventare parte del nostro modo di lavorare. Non lo è ancora in modo sistematico, ma questa giornata è la prova concreta che vale la pena costruirlo, come strumento di apprendimento organizzativo in divenire, da consolidare progressivamente dopo i progetti più complessi.
Il debriefing è il primo passo verso un’organizzazione che non si limita a fare, ma che impara da ciò che fa. È un percorso che stiamo cominciando.

Le riflessioni emerse in questa sessione non rimarranno su un foglio: alimenteranno le conversazioni di team, le nostre metodologie di lavoro e la nostra capacità di affrontare sfide simili con maggiore consapevolezza.